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Il mese di gennaio ha visto una fortissima rotazione di temi di investimento sui mercati finanziari. Questa rotazione non si è fermata solo a livello settoriale ma ha anche interessato capitalizzazioni (large VS small caps) stili (value VS growth) e geografie (mercati core VS mercati emergenti).
Una delle delusioni di inizio 2011 sono stati proprio i mercati emergenti. Il riposizionamento dei portafogli internazionali si vede molto bene nel grafico in alto, che allego al post, che mostra un andamento negativo dei flussi finanziari proprio verso i mercati emergenti.
Siamo solo all'inizio o una rondine non fa primavera? Beh quest'anno uno dei tormentoni per gli investitori sarà l'inflazione e questo problema se si manifesterà concretamente lo farà proprio nei mercati emergenti che già stanno correndo ai ripari irrigidendo le politiche monetarie. Le conseguenza si avranno proprio sugli andamenti delle piazze azionarie di questi paesi che aumenteranno sensibilmente la volatilità. L'ago della bilancia sarà rappresentato dall'andamento dei prezzi delle commodity, in particolare quelli dei beni agricoli (che stanno continuando a salire in modo vertiginoso) e quelli del settore energetico (petrolio in primis). Dai miei indicatori emergono segnali di debolezza in termini relativi rispetto al mondo degli emergenti nel complesso, dell'aerea Latam e in particolare del Brasile.
Nell'area asiatica l'India mi sembra su livelli di eccesso e mi attendo debolezza per questo mercato, almeno nel breve termine (orizzonte di investimento di 1-3 mesi).
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