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sabato 20 dicembre 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Quantitative easing: funziona contro la deflazione?

Con l’ennesimo taglio la Fed ha praticamente portato sulla soglia dello zero i tassi di riferimento, facendo intendere che le prossime mosse riguarderanno prevalentemente manovre di quantitative easing, come aveva già fatto la Bank of Japan negli anni scorsi. Ecco lo Statement della Fed del 16 dicembre 2008:
"The Federal Open Market Committee decided today to establish a target range for the federal funds rate of 0 to 1/4 percent.
Since the Committee's last meeting, labor market conditions have deteriorated, and the available data indicate that consumer spending, business investment, and industrial production have declined. Financial markets remain quite strained and credit conditions tight. Overall, the outlook for economic activity has weakened further.
Meanwhile, inflationary pressures have diminished appreciably. In light of the declines in the prices of energy and other commodities and the weaker prospects for economic activity, the Committee expects inflation to moderate further in coming quarters.
The Federal Reserve will employ all available tools to promote the resumption of sustainable economic growth and to preserve price stability. In particular, the Committee anticipates that weak economic conditions are likely to warrant exceptionally low levels of the federal funds rate for some time.
The focus of the Committee's policy going forward will be to support the functioning of financial markets and stimulate the economy through open market operations and other measures that sustain the size of the Federal Reserve's balance sheet at a high level. As previously announced, over the next few quarters the Federal Reserve will purchase large quantities of agency debt and mortgage-backed securities to provide support to the mortgage and housing markets, and it stands ready to expand its purchases of agency debt and mortgage-backed securities as conditions warrant. The Committee is also evaluating the potential benefits of purchasing longer-term Treasury securities. Early next year, the Federal Reserve will also implement the Term Asset-Backed Securities Loan Facility to facilitate the extension of credit to households and small businesses. The Federal Reserve will continue to consider ways of using its balance sheet to further support credit markets and economic activity.
Voting for the FOMC monetary policy action were: Ben S. Bernanke, Chairman; Christine M. Cumming; Elizabeth A. Duke; Richard W. Fisher; Donald L. Kohn; Randall S. Kroszner; Sandra Pianalto; Charles I. Plosser; Gary H. Stern; and Kevin M. Warsh.
In a related action, the Board of Governors unanimously approved a 75-basis-point decrease in the discount rate to 1/2 percent. In taking this action, the Board approved the requests submitted by the Boards of Directors of the Federal Reserve Banks of New York, Cleveland, Richmond, Atlanta, Minneapolis, and San Francisco. The Board also established interest rates on required and excess reserve balances of 1/4 percent."
Nello statement è ribadito l'utilizzo di "armi non convenzionali" rappresentate dalle cosidette politiche di quantitative easing. Ne avevo parlato in precedenti posts:

Ma una politica di quantitative easing funziona? Serve cioè a debellare il rischio deflazionistico? Qual'è stata l'esperienza passata?
Il passato non ci fornisce grande aiuto, visto che l’unico vero esperimento di quantitative easing venne effettuato dalla Banca Centrale giapponese alcuni anni fa. Ma quali sono stati gli effetti di tali politiche?
Ebbene, leggendo un articolo intitolato” Did Quantitative Easing by the Bank of Japan "Work"?” a firma MarK Spiegel, di cui vi allego il link, non risulta facile capirlo:

Ecco le conclusioni tratte proprio dall’articolo in questione:
"The results of studies of the impact of the quantitative easing period are just now making their way into the literature, but several patterns already have emerged. First, the primary evidence for the real effects of quantitative easing appears to be associated with empirical evidence that the introduction of or advances in the program have been associated with some measurable declines in longer-term interest rates. These have been associated with both changes in agents' expectations of future interest rate levels and with purchases of "nonstandard" assets, such as longer-term JGBs. As these policies often occurred simultaneously, it is difficult to discriminate between the two. Second, there appears to be evidence that the program aided weaker Japanese banks and generally encouraged greater risk-tolerance in the Japanese financial system.
While these outcomes appear to be consistent with the intentions of the program, the magnitudes of these impacts are still very uncertain. Moreover, in strengthening the performance of the weakest Japanese banks, quantitative easing may have had the undesired impact of delaying structural reform."

Deludente vero? Dalle conclusioni emerge con chiarezza che gli unici due effetti indotti da politiche di quantitative easing sono:

1) un ribasso dei tassi di interesse a lungo termine;
2) un sostegno al sistema bancario che dovrebbe essere incoraggiato ad allentare i cordoni creditizi ricominciando a fornire liquidità al “sistema aziende”.

Da ciò deduco le seguenti considerazioni:
1) I tassi di interesse continueranno a rimanere bassi ancora per un po di tempo, al di là della volatilità e dei movimenti di breve periodo legati ad eventuali aspettative reflazionistiche dell’economia;
2) Le banche non hanno ancora ricominciato a “fare il loro mestiere” ed i cordoni creditizi sono ancora ben serrati; in altre parole, se i tassi di interesse sono scesi a causa delle aspettative degli operatori che si sono buttati a capofitto a comprare titoli di stato, le banche preferiscono impiegare la liquidità fornita dalla Fed comprando a loro volta titoli di stato e non usandola per finanziare le aziende.
Inoltre, nell'ambito di questa incertezza:
1) la Fed non ostacolerà eventuali deprezzamenti del dollaro, anzi! Roosvelt negli anni trenta svalutò il dollaro del 40% rispetto all'oro per combattere la deflazione;
2) Un ruolo importante verrà giocato dal neo presidente Obama e dalla sua capacità di mettere in pista riforme strutturali e politiche fiscali atte a sostenere l'economia. Senza queste, sarà difficile vedere una ripartenza del "motore a stelle e striscie".

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