Il report gratuito di Financial Markets LAB!

Si chiama Financial Markets LAB Newsletter ed è il mio report GRATUITO di ricerca ed analisi in materia di investimenti sui mercati finanziari contenente notizie, commenti, curiosità ed approfondimenti sull'andamento dei principali mercati finanziari.

Puoi riceverlo nella Tua mail mandando una richiesta all'indirizzo:

finmklab@yahoo.it

AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI INFORMATIVA AI SENSI DELL'ART. 13 DEL D.LGS 196 DEL 30 GIUGNO 2003 (Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali) - Il blog Financial Markets LAB desidera informare i propri lettori, ai sensi dell'articolo 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, che i dati personali che li riguardano, raccolti in occasione della sottoscrizione della Financial Markets LAB Newsletter gratuita, saranno oggetto di trattamento ai sensi della legge sopraindicata. Si leggano a questo proposito i dettagli riportati nello spazio apposito, intitolato Privacy, in questa stessa pagina.


Visualizzazione post con etichetta Le strategie di investimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Le strategie di investimento. Mostra tutti i post

sabato 3 settembre 2011

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Cronache dal fosso di Helm

L’assedio degli orchi ai bastioni del fosso di Helm continua senza sosta; oramai solo l’arrivo di Gandalf potrà salvarci; le forze sono allo stremo e mancano idee per fronteggiare questa grave situazione; anzi, le poche idee sono confuse e vengono cambiate in continuazione creando ancora più confusione nella battaglia per la difesa dei bastioni……


No signori, non è un estratto de “Il Signore degli Anelli” ma è la triste parodia in cui versano le economie occidentali. Usa ed area Euro sono sotto assedio e che qualcuno non mi venga a raccontare che questo è un problema della Grecia o dell’Italia. Sono anni che dalle pagine di questo blog e nelle mie Newsletter denuncio la grave situazione in cui versano tutte le economie che negli ultimi 15 anni hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità inondando il sistema economico-finanziario di carta e, soprattutto, di debito. Ora siamo alla resa dei conti ma il tempo che rimane non è più tanto e, soprattutto, non possiamo più permetterci di usare le solite armi per la difesa del fosso di Helm. Basta con le politiche di Quantitative easing che continuano a gettare liquidità nella mischia alimentando nuove bolle sui prezzi degli asset finanziari. Anche le attese che si erano alimentate per l’incontro di Jeckson Hole le reputo totalmente fuori luogo. Mettiamoci in testa che le Banche Centrali hanno fatto (MALE) quello che dovevano fare e ora tocca alle riforme strutturali che paesi come Stati Uniti o l’Italia devono assolutamente attuare. Ma manca il coraggio perché abbiamo delegato il nostro futuro e quello dei nostri figli ad una classe politica collusa ed incompetente; e se in Italia le cose vanno male non mi dite che in Usa stanno bene; Obama si è rivelato una vera e propria delusione in quanto non è riuscito a mettere a tacere le lobbies di cui è schiavo e non ha attuato le riforme che la gente gli chiedeva. Questa volta le cose appaiono molto più gravi rispetto alla partenza dei bear market sull’azionario nel 2000 e nel 2007 per una semplice ragione: manca la fiducia; in altre parole gli investitori non danno credito alle armi di cui dispone ad esempio la Fed; e come si può dar torto a chi la fiducia non ce l’ha? Guardando agli effetti sulle performance degli asset finanziari delle precedenti politiche di QE (1 e 2) risulta palese come nel QE 2 i benefici sono risultati estremamente limitati rispetto al QE 1. Il corpo malato dell’economia si è assuefatto alla medicina indotta dalle Banche Centrali. E’ come se prendi sempre antibiotici: alla fine il loro effetto benefico si ridurrà. In un contesto di questo tipo il risparmiatore deve giocare in difesa, li arroccato nel fosso di Helm.
Personalmente nel corso di questi anni ho aumentato sensibilmente la quota di "armi non convenzionali" come ad esempio l’oro che consente di cautelarsi da queste fasi di aumento dell’avversione al rischio. Come avevo segnalato nei precendenti post e nella mia Newsletter, dopo la rottura dello S&P500 dell’area 1250, ho cambiato il mio portafoglio finanziario drasticamente riducendo il rischio azionario e, nell’ambito di questo sto privilegiando i temi difensivi (azioni large cap, azioni stile growth, azioni high dividend, azioni italiane sottovalutate); ho inoltre tagliato le mie posizioni sui titoli high yield troppo sensibili ai destini del ciclo economico; anche i titoli di stato in giro per il mondo hanno poca attrattività e così il mio portafoglio è fatto di qualche (pochi) Btp con scadenza a due-tre anni, molte Bei, qualche titolo corporate avente scadenze non troppo lunghe ed appartenenti a settori difensivi, una buona presenza su titoli governativi di paesi emergenti che presentano bilanci decisamente più virtuosi di quelli delle economie occidentali. Infine una buona presenza di liquidità (cash is king!) che in queste fasi volatili mi permette di impostare operazioni di trading veloce su situazioni di eccesso che frequentemente si vengono a creare.

sabato 7 giugno 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Alcune regole d'oro per l'investitore

E' proprio nelle fasi più turbolente dei mercati finanziari che ricevo il maggior numero di mail all'indirizzo del Blog (finmklab@yahoo.it); la maggior parte dei lettori mi pone sempre domande simili e legate a paure di perdere i capitali investiti per aver scommesso su prodotti inefficienti o in temi di investimento che stanno perdendo di valore.
Venerdì 6 giugno è stato un brutto giorno per i mercati finanziari: prezzi del petrolio alle stelle, borse in caduta libera, tassi in rialzo sui mercati obbligazionari. Ieri sera la mia casella di posta elettronica ha ricevuto 7 mail contenenti tutte domande su cosa fare: tenere o mollare? vendere tutto e mettersi alla finestra o tenere botta? In questo blog se ripercorrete i vecchi post (e nelle newsletters inviate agli amici del blog) troverete i molteplici inviti alla cautela espressi negli scorsi mesi. Tuttavia è importante ribadire un principio base: non è in momenti come quello attuale che si prendono importanti decisioni di investimento o si muta il profilo di rischio del proprio portafoglio. Certe scelte bisogna averle compiute preventivamente! E a questo proposito voglio riprendere alcuni dei principi per investire sul lungo periodo espressi da J.J.Siegel nel suo mitico libro "Rendimenti finanziari e strategie di investimento", un classico che non dovrebbe mancare nella biblioteca dell'investitore saggio.(http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=08963).
1) Riducete le vostre aspettative sui rendimenti azionari a livelli realistici
Siegel evidenzia come il periodo 1982-1999 ha visto uno dei maggiori rialzi della storia con rendimenti quasi doppi rispetto alla media storica ed evidenzia come, probabilmente i rendimenti futuri delle azioni si attesteranno intorno ad un 7%-10% lordo di inflazione; inoltre la differenza tra i rendimenti azionari e quelli obbligazionari dovrebbe essere inferiore rispetto al passato.
2) Le azioni dovrebbero costituire la quota più ampia di un portafoglio finanziario orientato al lungo termine.
3) Investite il nucleo centrale del portafoglio azionario in prodotti efficienti a basso costo (etf, sicav, fondi comuni); qui l'enfasi è posta sull'attenzione all'efficienza e al costo dei prodotti acquistati; l'efficienza è legata alla capacità del prodotto di generare extrarendimenti rispetto al benchmark dichiarato (se compro un gestore è perchè voglio un valore aggiunto rispetto ad un fondo indicizzato ad un indice!); il costo è legato al fatto che questo ha un impatto notevole sulle performance.
4) Diversificare il proprio portafoglio non solo a livello geografico, ma anche (e soprattutto) a livello settoriale.
5) Dare ampio spazio nel proprio portafoglio ai titoli value e allo stile value investing, visti i risultati storici mediamente superiori all'approccio growth. (http://en.wikipedia.org/wiki/Value_investing)
(http://en.wikipedia.org/wiki/Growth_stock)
6) Fissare regole rigide per mantenere il vostro portafoglio sui giusti binari; e qui Siegel fa un'affermazione sacrosanta:"le variazioni degli umori degli investitori sono quasi sempre superiori alle variazioni dei fondamentali di lungo periodo che determinano il valore delle azioni. La tentazione è di acquistare quando tutti giocano al rialzo e di vendere quando tutti sono pessimisti" Chi negozia frequentemente consegue spesso rendimenti scarsi!!! In altre parole la negoziazione frequente e il voler segure il trend implica una grande preparazione, strumenti adeguati e molto tempo per seguire costantemente l'evolversi delle situazioni.

Ovviamente questi sono solo alcuni dei principi da seguire; vi sono altre importanti regole, ma semmai ne parleremo in un prossimo post. Per il momento, nervi saldi (ce ne sarà bisogno perchè nei prossimi mesi si ballerà parecchio sui mercati finanziari!!) e non lasciatevi prendere dal lato emozionale degli investimenti.

domenica 10 febbraio 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - A proposito di strategie di investimento

Un paio di settimane fa avevamo letto su Plus, l'inserto del Sole 24 Ore a proposito delle strategie di investimento suggerite da uno dei più famosi guru: Joel Greenblatt. Una signora scriveva al giornale finanziario encomiando le strategie di investimento suggerite da Greenblatt ed invitando tutti a farlo; qualche perplessità emergeva dalla risposta fornita dal giornale in cui si sottolineavano i pericoli in cui si poteva incorrere seguendo strategie cosi semplici e monotematiche come quella proposta da Greenblatt.
Di sicuro l'aspetto positivo risiede nel fatto che il grande guru ha voluto divulgare le proprie opinioni (grazie anche alla pubblicazione di un libro intitolato: il piccolo libro che batte il mercato azionario) mettendole a disposizione di tutti. Tuttavia Vogliamo fare le seguenti considerazioni:
!) In materia di investimenti finanziari non esistono ricette sicure valide in ogni stagione!
2) Ogni strategia proposta va accuratamente back testata su archi temporali sufficientemente lunghi e statisticamente significativi;
3) L'applicazione dei suggerimenti di Greenblatt, per quanto semplici richiedono estrema attenzione ed un buon livello di cultura finanziaria (si parla di P/E, ROA etc);
4) Grazie alla diffusione degli etf anche in Italia, esistono prodotti (i cosidetti etf intelligenti) che applicano strategie quantitative che sono state ampiamente testate e che risultano essere senz'altro più complete rispetto a quella semplice proposta da Greenblatt;
5) La scelta di una strategia di investimento non va fatta per la sua semplicità, ma perchè si adatta al proprio profilo rischio-rendimento;
6) di ricette come quella proposta da Greenblatt ne esistono un infinità; solo professionisti del mondo della finanza possono avere le competenze per utilizzarle in certi momenti o fasi di mercato e soprattutto di assemblarle tra di loro;
7) la strategia di cui stiamo parlando, che costruirebbe un portafoglio principalmente sulla base del P/E e del ROA (semplifichiamo i concetti!) è del tipo contrarian; questo significa che non tiene conto delle tendenze in essere in quel momento sui titoli; in altre parole la strategia va a scegliere titoli che magari, in quel momento il mercato sta vendendo; è probabile pertanto che si possano passare anche dei periodi in cui i titoli scelti perdano!!! Tutti sono disposti a subire perdite in conto capitale??
8) L'applicazione di strategie di questo tipo prescinde dal concetto di stop loss; cioè di fissare in precedenza livelli massimi prefissati di perdita massima oltre i quali la posizione viene alienata.

Queste sono solo alcune delle considerazioni che possiamo fare, torneremo ancora sull'argomento cominciando ad illustrare nel dettaglio alcune di queste strategie. La prossima volta parleremo dei cosidetti CANI (Dogs of the Dow).