Il report gratuito di Financial Markets LAB!

Si chiama Financial Markets LAB Newsletter ed è il mio report GRATUITO di ricerca ed analisi in materia di investimenti sui mercati finanziari contenente notizie, commenti, curiosità ed approfondimenti sull'andamento dei principali mercati finanziari.

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Visualizzazione post con etichetta Analisi Tecnica. Mostra tutti i post
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domenica 5 febbraio 2012

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Vicini ad un top intermedio per l'equity?


Oggi vi propongo questo studio (thank to McClellan) che confronta l'andamento delle posizioni del CoT su Euro Dollaro con l'azionario Usa; ebbene, anche questo studio conferma l'ipotesi che siamo vicini ad un top per l'equity (in febbraio) che dovrebbe essere seguito da una fase di assestamento neutro-negativa (non di inversione ribassista) che dovrebbe rappresentare l'anticamera per una nuova spinta rialzista che dovrebbe partire da giugno.

mercoledì 2 marzo 2011

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Analisi tecnica dell'indice HUI

In questo breve post voglio analizzare l'indice HUI che sintetizza, da un lato, l'andamento delle principali azioni aurifere e, dall'altro, rappresenta anche un importante indicatore a livello di analisi intermarket perchè permette di capire i legami tra gli andamenti delle diverse classi di attivo (azioni, obbligazioni, materie prime). Questo indice azionario ha egregiamente anticipato, ad esempio, la ripartenza del bull market nel mondo azionario visto che ha fatto un importantissimo minimo alcuni mesi prima di quello fatto segnare dalle borse mondiali nel marzo del 2009 prima di inanellare una poderosa salita tutt'ora in corso.
All'inizio del 2011 abbiamo assistito ad una forte rotazione settoriale, di stili e di capitalizzazioni e anche l'indice Hui aveva fornito segnali di debolezza che stavano mettendo in discussione il trend di medio-lungo periodo.
Queste indicazioni, al momento, paiono del tutto rientrate e, come si vede dal grafico che vi allego, sembra che la tendenza primaria al rialzo sia stata pienamente ristabilita, tranquillizzandoci anche sul versante azionario nel complesso. In altre parole, se l'indice Hui non ha ancora invertito la tendenza, non ci ha ancora evidenziato la possibilità che l'azionario globale possa aver concluso al rialzo il bull market ciclico. Voglio tuttavia accendere nella mente degli amici lettori una lampadina rossa di allerta proprio proponendovi la visione del grafico in questione ed evidenziando come i corsi, nel momento in cui scrivo, sembrano davvero tirati al rialzo. Per quanto tempo ancora potrà durare la salita e la tenuta della tendenza di lungo termine? Un mese, tre mesi o quanto ancora?! Io credo proprio che si tratti di una questione di qualche mese, ipotizzando che, molto probabilmente, avremo una seconda parte dell'anno da vivere in difesa per quanto riguarda i mercati azionari; la correzione attuale invece, causata dalla crisi libica, mi sembra rappresenti ancora una occasione di acquisto di rischio azionario.

sabato 18 dicembre 2010

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Analisi tecnica del Topix

Uno dei mercati azionari più dimenticato nel corso del 2010 è stato quello giapponese; conosciamo bene le difficoltà dell'economia nipponica impegnata a combattere la perdita di competitività delle proprie aziende sui mercati mondiali e lo spettro della deflazione. In questo post però voglio proporvi una chiave di lettura distaccata dai fondamentali dell'economia e del tessuto aziendale giapponese; provo ad analizzare dal punto di vista tecnico la situazione in cui versa l'indice principale della borsa nipponica: l'indice Topix. A questo proposito ho calato l'analisi dentro le esigenze di un investitore di area Euro, convertendo l'indice in Euro, tenendo quindi conto dell'effetto cambio.



Come si vede dal grafico, l'indice sta formando una tipica formazione di accumulazione: un testa e spalle rialzista. Anche nel passato l'indice aveva avuto un comportamento simile; guardate il periodo 2002-2005: dopo la costruzione della figura di testa e spalle il mercato ha avviato una fase direzionale al rialzo veramente interessante.
La ragione per la quale ho proposto questa analisi è legata al fatto che nell'ultimo mese gli operatori stanno scommettendo sul consolidamento e l'accelerazione della ripresa globale. Se tale ipotesi dovesse concretizzarsi nel corso della prima parte del 2011 il Giappone rappresenterebbe proprio una carta vincente da giocare. Nel caso invece in cui tornassero nuove nubi sulla tenuta della ripresa faccio fatica a pensare che l'indice Topix possa rompere al rialzo la neckline che funge da spartiacque tra un mercato senza grossa direzionalità ed un mercato fortemente impostato al rialzo.

domenica 10 ottobre 2010

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Trend is your friend!

Moltissimi lettori del blog mi hanno chiesto di scrivere articoli divulgativi sull'analisi tecnica dei mercati finanziari. Con questo post provo a parlarvi in modo molto semplice del trend di un indice azionario o obbligazionario o di una qualsiasi attività finanziaria. Trend is your friend ovvero il trend è il tuo amico ovvero se investi sui mercati finanziari attento alla tendenza dei prezzi dell'attività finanziaria che hai comprato o stai per comprare. Ma che cos'è il trend?! E soprattutto, quanti tipi di trend esistono?! Beh, la tendenza dei prezzi è quella ravvisabile da un grafico; ovviamente può essere al rialzo oppure al ribasso, ma può anche non esserci una tendenza se i prezzi di un'attività finanziaria si muovono all'interno di un range ristretto. Ma quali grafici bisogna guardare? Giornalieri, settimanali, mensili o che altro? Ebbene, per rispondere a tutte queste domande devo scomodare un "grande" dell'analisi tecnica: Martin J. Pring. Sposo in pieno il suo approccio all'argomento in quanto uso quotidianamente i suoi suggerimenti per la definizione e lo studio delle tendenze di mercato.
Secondo Pring (ma devo dire che altri "padri dell'analisi tecnica" utilizzano un approccio simile) esistono tre tendenze:
1) primaria, volta ad individuare bull e bear markets ciclici;
2) intermedia (o secondaria) volta a cogliere le correzioni che avvengono dentro i bull/bear markets ciclici;
3) di breve termine, volta a cogliere le correzioni all'interno delle tendenze intermedie.
A queste tre tendenze fondamentali potremmo aggiungere altre due tendenze:
A) Very long term, volta ad identificare bull/bear markets secolari
B) Very short term, volta ad identificare tendenze sui grafici intraday e adatte per i day traders.
Alla luce di questa classificazione è estremamente importante per un investitore identificare il proprio orizzonte di investimento al fine di concentrarsi sullo studio della tendenza con il giusto time frame ma senza perdere di vista i time frame di minore o maggiore ampiezza.
Faccio un esempio: se sono un investitore di breve termine, mi concentrerò sullo studio del trend di breve termine dell'attività finanziaria che voglio comprare ma dovrò essere al corrente dell'ambito nel quale la tendenza di breve termine si sta sviluppando (siamo in un bull o in un bear market ciclico? Siamo in un bull o in un bear market secolare?).
Una volta definito il nostro orizzonte temporale di investimento non ci resta che cavalcare la tendenza, ricordandoci un'altra massima che ci proviene dall'analisi tecnica (e più precisamente dalla Dow Theory): un trend (al rialzo o al ribasso) è in essere sin quando non ho le prove che sia invertito. Ma quali sono queste prove che devo raccogliere per mettere in discussione un trend sui prezzi di un'attività finanziaria ed, eventualmente, venderla? A questa domanda risponderò in un prossimo post che scriverò a breve.

martedì 16 febbraio 2010

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - l'ECRI INDEX segnala cautela

L'ultima Financial Markets LAB Newsletter ha scatenato una marea di domande, dubbi e curiosità da parte di tutti i miei lettori. Ritengo allora giusto tornare sull'argomento per approfondire la situazione dal punto di vista tecnico. L'ECRI index, calcolato dall'Economic Cycle Research Institute è un indicatore dello stato di salute dell'economia. Nell'attuale ciclo ha colto in anticipo la ripartenza dell'econonomia, segnalandoci ad inizio 2009 che i segnali di ripresa stavano covando sotto la cenere. Nel corso del 2009 l'indice ha fatto segnare un poderoso rimbalzo e la situazione attuale è egregiamente sintetizzata dal grafico che vi propongo qui in basso.



L'indicatore sta testando dal basso la trendline di lungo periodo che unisce i minimi dagli anni '80! Si tratta di un test veramente importante; riguadagnare con una rottura rialzista il livello dinamico indicato con la freccia rossa sarebbe un forte segnale di forza per l'economia; per contro, la mancata rottura rialzista, aprirebbe una fase interlocutoria tipo quella verificatasi tra il 1999 e il 2001. Se dovessi attribuire delle probabilità, al verificarsi dell'uno o l'altro evento, darei più peso alla seconda ipotesi, almeno nel breve periodo. Questo ha come conseguenza un attegiamento prudente sulla classe azionaria, vista la forte correlazione esistente tra l'andamento dell'indice ECRI ed i principali indici azionari internazionali (mi riferisco agli indici azionari Usa e di area Euro; i mercati azionari emergenti sono un'altra storia).

lunedì 8 febbraio 2010

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - La correzione sui listini azionari: lo scenario tecnico dell'S&P500 index

Molti lettori mi hanno chiesto un parere tecnico riguardo la correzione in atto sui listini internazionali. La premessa è che considero questo movimento come salutare e fisiologico, come avevo sottolineato in diversi post negli scorsi mesi e nella Financial Markets LAB Newsletter. Inquadriamo ancora una volta il contesto analizzando lo S&P500.
1) I mercati azionari sono in un bear market secolare iniziato nella primavera del 2000 quando è scoppiata la bolla tecnologica; in altre parole nel lungo termine non ci sono ancora indicazioni che ci facciano pensare ad un cambiamento di questa visione di fondo che trova conferme nello scenario fondamentale e macroeconomico, più volte esposto in queste pagine;
2) Il movimento partito dai minimi di marzo 2009 e che ci ha accompagnato per tutto l'anno scorso è inquadrabile come bull market ciclico;
3) La correzione in atto può ancora essere inquadrata come un movimento minore dentro il bull market ciclico tutt'ora in essere da marzo 2009.

Nel grafico qui sotto si vede come i corsi siano stati respinti dalla resistenza dinamica che transitava in area 1100-1150. In questa area si collocano gli obiettivi parziali della figura di inversione costruita dall'indice americano tra il 4° trimestre 2008 ed il 1° trimestre 2009.



L'ipotesi che il bull market ciclico non abbia completato il movimento e che possa raggiungere come target finale zona 1250-1300 rimane valida fintanto che la correzione in atto non vada sotto la neck line del testa e spalle (linea rossa della figura qui in basso)



La neck line transita in area 960-970; pertanto: non escludo che la correzione in atto possa proseguire ancora per un po' e arrivare al test di zona 960-970, dove mi attendo un ritorno di "denaro" prodromo di un nuovo allungo dell'indice che dovrebbe andare verso il target del bull market ciclico in corso: 1250-1300.
Tutti i miei indicatori ottimizzati "segnalano ancora cattivo tempo nel brevissimo" mentre confermano ancora la bontà del trend rialzista partito a marzo del 2009.
Restate sintonizzati.

sabato 28 giugno 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Analisi tecnica del settore Food and Beverage

Nell'ultimo mese il settore food and beverage di area Euro è stato uno dei settori peggiori insieme a quello bancario ed al settore auto. La teoria economica e finanziaria ci insegna che questo settore, insieme a quelli tipicamente anticiclici e difensivi come il tabacco ed il farmaceutico, dovrebbe permetterci di ottenere performance migliori (in tal caso meno peggiori) durante i bear market. Vediamo allora la situazione tecnica di questo settore:




Dal grafico appare chiaro come nel corso delle ultime settimane il settore abbia raggiunto un importante livello di supporto di medio lungo perido (trendline che sorregge i minimi dal 2003!); anche la forza relativa contro l'indice Eurostoxx50 (linea rossa) sta arrivando su un livello di supporto da cui è lecito attendersi una reazione tecnica; plausibile pertanto, l'impostazione di operazioni tattiche di acquisto (sempre protette da stop loss, vista la situazione degli algoritmi di trend di medio lungo perido!); tra i titoli che fanno parte del settore annoveriamo Unilever, Carrefour e L'Oreal.
E' in uscita nei prossimi giorni un Focus report su questo settore.

giovedì 26 giugno 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Crollo di Fortis

Giornata nera per il gruppo Fortis; questa mattina ha annunciato un aumento di capitale attraverso l'emissioni di nuove azioni al fine di aumentare la propria solvibilità per un importo di oltre 8 miliardi di euro. Il gruppo belga-olandese sembra voglia mettere in pista un aumento di capitale per 1.5 miliardi di euro più 2 miliardi in strumenti di capitale non diluitivo; inoltre non pagherà un acconto sul dividendo agli azionisti.
Il ceo del gruppo ha annunciato che il 2008 sarà un anno estremamente difficile; tutte queste notizie oggi hanno fatto letteralmente crollare il titolo davanti agli occhi degli operatori (ad un certo punto l'ho visto perdere circa il 18%!!).


Guardate il grafico! Il titolo è in un downtrend marcato e sta raggiungendo rapidamente i minimi del 2003; gli indicatori di trend confermano l'impostazione ribassista di medio lungo termine e invitano alla prudenza; il livello di ipervenduto lascia aperta la porta a rimbalzi tecnici nel breve termine che vedono, pertanto la possibilità di impostare operazioni tattiche di acquisto protette, però, da rigido stop loss. Inutile dirvi che in questi frangenti i multipli di bilancio e i ratios patrimoniali contano ben poco, pertanto occhio ad un loro inadeguato utilizzo a fini operativi di compravendita.
Le notizie non migliorano guardando l'impostazione tecnica delle banche di area euro.



Anche in questo caso si evidenzia il chiaro bear market confermato dagli indicatori di trend di medio lungo termine; gli oscillatori contrarian denotano il raggiungimento di livelli di eccesso che potranno aprire la strada a rimbalzi tecnici. L'impostazione operativa sul settore rimane, in un ottica di medio termine, improntata all'estrema cautela. Non escludo di assistere ancora nelle prossime settimane ad annunci simili a quelli visti oggi per il guppo Fortis e questa prospettiva avrà ancora implicazioni negative per il settore nella sua interezza.

domenica 15 giugno 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Analisi tecnica dell'indice Comit

Proviamo a dare uno sguardo al contesto tecnico in cui si trova l'indice Comit della Borsa italiana. Dopo la violazione ribassista della neckline in area 1800, l'indice italiano ha innescato una profonda correzione e ha fornito le conferme per l'inversione del trend rialzista partito dai minimi del 2003. Probabile, visto il contesto di debolezza confermato dagli indicatori di trend, il raggiungimento di zona 1400 che rappresenta l'estensione dell'obiettivo dato dalla figura di inversione già menzionata nonchè il 61.8% di retracement di tutto il rialzo avutosi dal 2003. Non si ravvisano indicazioni, dagli oscillatori contrarian, che possano far pensare ad un'inversione rialzista del bear market in atto. IL MESSAGGIO PERTANTO CHE DERIVA DA TALE ANALISI E' ANCORA DI ESTREMA CAUTELA; eventuali acquisti dovranno avere natura di tipo tattico (corto respiro!!!) ed essere protetti da rigido stop loss.

Stiamo preparando un FOCUS REPORT che analizza in modo approfondito lo scenario tecnico di breve e lungo termine della Borsa italiana, dei principali settori e di alcune large caps.



domenica 11 maggio 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Sistemi di trading: una soluzione alle "trappole della mente" evidenziate dalla finanza comportamentale?

Probabilmente sono pochi i settori dell’attività dell’uomo che sono caratterizzati da una mole di informazioni come accade nel campo di chi opera sui mercati finanziari; il problema principale con il quale gli investitori, professionali e non, devono scontrarsi quotidianamente, è proprio rappresentato dalla gestione di questa ridondanza informativa che deve essere analizzata e valutata tutte le volte che si prende una decisione di investimento. Pertanto, se è vero che nel corso di questi anni sono aumentate la quantità e la velocità dell’informazione, è altrettanto vero che l’ampiezza informativa a disposizione risulta essere di difficile utilizzo.
A questo proposito uno dei maggiori punti di forza dell’Analisi Tecnica è rappresentata dalla sua capacità di sintetizzare e racchiudere tutta l’informazione necessaria per prendere decisioni di investimento, nei prezzi (e nei volumi!) che si formano in seguito all’incontro della domanda e dell’offerta sul mercato (Il prezzo sconta tutto!).
Tuttavia, la ridondanza informativa non presenta solo il problema di essere sintetizzata (o digerita!!) ma crea fenomeni di distorsione della realtà oggettiva, rendendo problematico all’homo oeconomicus l’assunzione di decisioni razionali. E il Trader?! Anch’egli è soggetto a cadere in queste trappole cognitive?! Come può districarsi in questo labirinto per fare in modo che la propria decisione o analisi sia la più oggettiva e razionale possibile?!
La risposta più immediata a questa domanda è che, da un lato, in quanto uomo, anche un Trader può cadere in queste trappole nel momento in cui formula le propria analisi e previsioni; dall’altro, è molto probabile che tali distorsioni aumentino all’aumentare del peso della soggettività all’interno del processo di investimento che porta a fare le analisi e le eventuali previsioni. Tale soggettività si esplicita nell’interpretazione e nell’utilizzo della molteplicità di strumenti che l’Analisi Tecnica mette a disposizione. Quindi, da un lato, l’Analista Tecnico dispone di un grande potenziale legato alla capacità di sintesi degli strumenti che questa disciplina mette a disposizione, dall’altro, si trova a dover gestire i rischi insiti in un processo di investimento o analisi che utilizzi in modo soggettivo gli strumenti messi a disposizione dalla disciplina, esponendosi così alle distorsioni cognitive di cui parleremo. E dire che Autori importanti si sono spesso schierati a favore di un utilizzo soggettivo del bagaglio di analisi messo a disposizione dall’Analisi Tecnica (Steve Nison:” As with all charting methods, candlestick chart patterns are subject to the interpretation of the user. This could be viewed as a limitation. Extended experience with candlestick charting in your market specialty will show you which of the patterns, and variations of these patterns, work best. In this sense, subjectivity may not be a liability” tratto da Japanese Candlestick charting techniques) sottovalutando le “trappole della mente” in cui si rischia di incorrere quando diamo un eccessivo spazio al nostro Io.

Queste “trappole della mente” sono state ampiamente documentate e studiate nell’ambito della Finanza Comportamentale; come è noto, questa disciplina si propone di cercare di comprendere, attraverso l’utilizzo della Psicologia Cognitiva, come vengano prese le decisioni economiche, evidenziando come spesso tali decisioni siano assunte in un contesto di totale assenza di razionalità.
L’aumento delle informazioni a nostra disposizione aumenta le nostre opzioni di scelta e la Psicologia Cognitiva ha egregiamente evidenziato come in situazioni in cui si ampliano le possibilità di scegliere, aumenta ad esempio, la probabilità di rimandare nel tempo le nostre decisioni con un’esplicita propensione allo status quo, cioè a non decidere; questo aspetto rappresenta una conseguenza del cosiddetto “effetto dotazione”: la tendenza a ribadire le proprie decisioni di investimento (o le proprie analisi o la propria posizione in un trade) già in atto piuttosto che a impegnarsi in una nuova decisione quando davanti a noi si pongono una molteplicità di strade da percorrere.
Inoltre, in un contesto sempre più complesso, anche il noto “principio di regolarità” viene messo in discussione; secondo questo assunto, aggiungendo a una serie definita di opzioni di scelta delle opzioni ulteriori che comunque non sceglieremmo, l’ordine delle preferenze tra le opzioni che ci erano state offerte, non dovrebbe cambiare, anche se nella realtà questo accade poichè
la nostra mente è incapace di analizzare tutte le informazioni utili per compiere razionalmente le proprie scelte e di assegnare la giusta probabilità al verificarsi degli eventi; il nostro cervello si affida a “scorciatoie mentali” cioè a sentieri che deviano dalla strada maestra; queste scorciatoie sono definite euristiche dalla Finanza Comportamentale.
Proviamo ora a passare in rassegna alcune di queste euristiche in cui può cadere il Trader o l’Analista Tecnico nell’espletamento del proprio lavoro di analisi o del proprio processo di investimento e cerchiamo di capire se i TS possono rappresentare una valida alternativa che sia in grado di risolvere o, almeno, attenuare le distorsioni cognitive che esamineremo.

1) Sovrastima delle proprie capacità e conoscenze.
Pare che Confucio abbia detto:”La vera conoscenza consiste nel sapere che si sa quello che si sa e che non si sa quello che non si sa”; se in queste parole sta tutta l’umiltà di cui dovremmo dotarci quando affrontiamo i mercati finanziari, sembra che, invece, l’uomo medio non conosca questa massima e si ritenga più intelligente e preparato della media. Ovviamente, la sopravvalutazione sistematica delle proprie capacità, nella fattispecie di Analista Tecnico, Trader o Investitore, porta facilmente a sottostimare i rischi della nostra analisi (non impariamo abbastanza dai nostri errori!) e all’illusione di poter controllare gli eventi, potendoli analizzare correttamente e prevedere. Ad innescare tali convinzioni c’è, da un lato una componente fisiologica, legata al fatto che la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore, influenza i nostri comportamenti, innescando un feedback positivo (chi non ha camminato due metri al di sopra del terreno dopo un trade o una previsione azzeccata?); dall’altro, bisogna evidenziare come l’uomo tende a ricordare più facilmente i propri successi (analisi e previsioni azzeccate piuttosto che operazioni chiuse in utile) piuttosto che i fallimenti (analisi e previsioni sbagliate o operazioni chiuse in perdita). Un’altra conseguenza dell’eccessiva sicurezza è rappresentata dall’impreparazione: non ci si improvvisa ne Analisti Tecnici, ne Trader, ne Investitori! E qui si pensi al periodo vissuto tra il 1999 ed il 2000 all’epoca della bolla high tech: in quegli anni c’erano in giro in Italia circa 50 milioni di esperti di Borsa pronti ad analizzare e prevedere l’andamento delle più popolari azioni! Ad alimentare l’eccesso di sicurezza c’è l’idea che quando accadono cose che confermano la correttezza delle nostre analisi e previsioni, attribuiamo gli eventi alle nostre capacità di analista; al contrario, se gli eventi che accadono vanno nella direzione opposta delle nostre previsioni, non sempre siamo disposti a riconoscere i nostri errori ma, piuttosto tendiamo ad attribuire l’evento avverso a qualcosa che non eravamo in grado di controllare.
A questo punto ci chiediamo in che modo l’ideazione e l’utilizzo di un TS può aiutarci.
La prima considerazione è che un TS, in quanto fissa a priori una metodologia che utilizza determinate regole per decidere quando comprare e quando vendere su un determinato mercato, riesce ad eliminare la personalità dell’operatore, eliminando le emozioni. Inoltre, un TS non ha memoria, quindi non può ricordare (sovra o sottostimandoli) i propri errori.
Bisogna però evidenziare come anche nell’utilizzo di un sistema automatico esiste un pericolo che si ricollega alle distorsioni sinora descritte; se da un lato viene eliminato lo stress dovuto ad operazioni negative, dall’altro esiste una sorta di deresponsabilizzazione dell’ideatore del TS che rischia di essere portato ad incolpare la macchina delle eventuali perdite subite da posizionamenti sbagliati.

2) Legge dei piccoli numeri.
Si tratta della tendenza a credere statisticamente vero per le piccole serie di eventi quello che è solo approssimativamente vero per serie che si approssimano all’infinito. Se per esempio lancio in aria una moneta 10 volte e vengono fuori 3 teste e 7 croci, non posso affermare che la probabilità che lanciando in aria una moneta esca testa sia del 30%; questo a causa del fatto che il numero di lanci (10) è troppo limitato. Secondo questo approccio, l’Analista Tecnico che verifichi che in 5 casi passati l’ipervenduto desumibile da un qualsiasi oscillatore ha fornito un segnale rialzista e che per questo, al verificarsi del sesto ipervenduto preveda un rialzo, commette lo stesso tipo di errore dal punto di vista probabilistico.
Se negli ultimi mesi, per 3 volte il superamento di un certo livello di prezzo (resistenza o supporto) di una certa attività finanziaria ha innescato un rally rialzista o ribassista, la previsione di un rialzo o di un ribasso nel caso di un quarto breakout ci fa cadere sempre in un errore simile.
La difficoltà di individuare in modo soggettivo un numero sufficientemente ampio di segnali tecnici uguali in cui si è verificato un rialzo o un ribasso, avverando la previsione dell’analista, sembra rendere indispensabile l’utilizzo del computer, dei TS e di serie storiche di prezzi di attività finanziarie sufficientemente lunghe e tali da contenere un numero statisticamente significativo di segnali. Come noto, attraverso l’ideazione ed applicazione di sistemi è possibile introdurre ed approfondire nell’ambito del processo decisionale due fasi estremamente importanti: il backtest ed il forward test; queste due fasi fanno parte, in realtà, del cosiddetto processo di ottimizzazione delle variabili che compongono un TS. Nel backtest si cercano i valori delle variabili che compongono il TS che hanno lavorato meglio in termini di risultati; questa ricerca viene effettuata nell’intorno dei parametri che hanno generato il miglior risultato scegliendo il valore centrale (in questo modo si risolve il problema della cosiddetta stabilità dei parametri prescelti).
I limiti di un processo di ottimizzazione, cioè di un processo che “guarda al passato”, sono principalmente legati alla qualità della serie storica e all’overfitting. Poichè il mercato alterna fasi differenti generando diverse sovrapposizioni di micro e macro cicli di prezzo, la serie storica dovrà essere sufficientemente lunga per poter descrivere queste sovrapposizioni; tuttavia proprio una serie storica lunga espone al rischio di cambiamenti strutturali del mercato (efficienza, natura degli operatori, area economica di riferimento). Per quanto riguarda l’overfitting, occorre assicurarsi che il numero delle variabili sia contenuto (ciò limita in parte le possibilità esplicative dei modelli) e che l’ampiezza della banca dati sia elevata (con il relativo rischio di cambiamenti strutturali del mercato); in ogni caso il rischio di overfitting è sempre presente.
La presenza di questi due limiti spiega la necessità di affiancare ad una prima fase di back-test una seconda fase di forward-test, atta ad evidenziare l’affidabilità e la persistenza della performance dei TS esaminati. Il TS dovrà anche generare un sufficiente numero di operazioni al fine di poterne validare l’affidabilità. A questo proposito i risultati di un TS sono significativi proprio quando è stato eseguito un numero di operazioni di compravendita sufficientemente ampio tale da escludere che i risultati ottenuti siano dovuti al caso; la significatività di un test è data dall’errore che sta dietro ai risultati che è in relazione con il numero di operazioni eseguite:

ERRORE = 1 / radice quadrata di N

Ove N = numero di operazioni eseguite nel back-test

Pertanto, se nel back-test sono state fatte 20 operazioni, l’errore nel calcolo del rendimento è del + - 22.37%.
Percorrere la strada applicativa dei TS presenta il grande vantaggio di introdurre indicatori statistico-quantitativi che tengano conto della probabilità di verificarsi degli eventi o delle previsioni, evitando in tal modo l’euristica appena descritta.

3) Euristica della disponibilità (o rappresentatività) (effetto winner-loser); euristica dell’ancoraggio; sottovalutazione della regressione ai valori medi.
L'euristica della disponibilità è utilizzata quando nel fornire una stima riguardo al possibile accadere di eventi futuri le persone utilizzano la loro esperienza relativa all'accadimento di quegli eventi in passato. Tuttavia, le informazioni che vengono recuperate dalla memoria non sono quelle con il potere informativo maggiore ma sono quelle alle quali l'individuo ha associato i connotati emotivi più forti. Eventi che si sono verificati più spesso nella vita di un individuo o che lo hanno impressionato maggiormente saranno giudicati come più probabili anche se, in realtà, non lo sono. Infatti eventi più vividi o maggiormente in risalto nei mass media sono giudicati più frequenti di quanto essi non siano in realtà. Per esempio le persone in media giudicano la frequenza degli incidenti aerei significativamente superiore rispetto al reale rapporto tra voli aerei senza incidenti e voli con incidenti. Ad esempio in media gli investitori ritengono che le aziende che investono i loro soldi in programmi giudicati attraenti dagli analisti siano quelle che avranno minori problemi di bilancio e saranno meno coinvolte in azioni speculative. Perciò investono su queste aziende giudicando questi titoli meno volatili e quindi meno rischiosi. In realtà questa uguaglianza tra gestione delle aziende e rendimento dei titoli non è valida in assoluto poiché non sempre aziende con i conti in attivo hanno un rendimento superiore rispetto all'indice generale del mercato. Un altro esempio dell'uso dell'euristica della rappresentatività mostra come le previsioni a lungo termine eseguite dagli analisti di borsa tendono ad essere distorte in direzione dei titoli in quel momento più forti. Questo avviene anche se è stato provato che nell'arco di sei anni l'andamento dei titoli in crescita e di quelli in ribasso tende ad invertirsi (è il cosiddetto winner-loser effect). In altre parole quei titoli il cui valore è cresciuto nell'arco dei primi tre anni tendono ad avere, nei tre anni successivi, un rendimento in flessione mentre i titoli il cui valore è calato nei primi tre anni tendono ad avere un rendimento in rialzo nei secondi tre. E i TS?! Abbiamo già detto che una delle caratteristiche principali di cui si avvale l’operatività quando si utilizzano i segnali di buy and sell di un sistema automatico è proprio l’eliminazione della soggettività; quindi l’Analista o il Trader non andrà a comprare o vendere un titolo sulla base della propria esperienza passata, ma solo ed unicamente quando il sistema ideato fornirà un oggettivo segnale. L’aspetto dell’emotività in questo caso assume connotati diversi: non è con l’emotività della propria esperienza passata che si da un giudizio su un titolo o mercato, ma l’emotività gioca il suo ruolo dopo che il trading system è entrato in posizione; in questo caso l’emotività potrebbe spingere il Trader a non assumere quella data posizione perché risulta in contrasto con la visione di mercato che il Trader uomo ha in quel momento oppure perché il livello di perdita non risulta essere sostenibile dal punto di vista psicologico; tuttavia, un altro dei vantaggi nell’utilizzo di un TS sta nella possibilità di testare la propria emotività proprio nelle fasi di back test e forward test, mettendo alla prova il proprio io (sono disposto a sopportare il livello di perdite evidenziato in backtest, nella realtà operativa?).
L'euristica dell'ancoraggio si riferisce alla formazione di un giudizio di stima a partire da un valore di riferimento (anche un valore casuale). Questa euristica viene utilizzata dagli investitori quando, per decidere se un titolo crescerà in futuro, si avvalgono del prezzo del titolo in un determinato momento senza considerare la storia del titolo e la variabilità del suo prezzo nel passato.
Un titolo potrebbe avere un valore molto elevato in un certo momento ma non essere un investimento sicuro poiché in passato ha tenuto un andamento molto altalenante con forti crescite di valore seguite da altrettanti forti ribassi. Anche utilizzare informazioni relative all'andamento passato di un titolo per prevederne l'andamento futuro (tipico degli indicatori trend follower) senza aver soppesato l’attendibilità statistica dei segnali non è, in realtà, un comportamento razionale anche se permette una valutazione più accurata di quella che si ottiene considerando soltanto il valore delle azioni in un determinato momento. E la sottovalutazione della regressione ai valori medi? Se la performance di una squadra è statisticamente peggiore nella partita successiva a una vittoria per 6 a 0 e migliore dopo una sconfitta per 4 a 0, è semplicemente perché i risultati raggiunti in prima battuta erano estremi, dunque improbabili; tuttavia spesso non riusciamo ad essere sufficientemente regressivi e non scontiamo a sufficienza gli estremi, aspettandoci che una squadra che ha sempre vinto lo faccia anche nelle partite successive o che un mercato o un titolo azionario che è sempre andato bene, continui a farlo (e pensiamo alle fasi speculative vissute dai mercati negli ultimi anni).
Se spostiamo l’ottica ai TS vediamo come una importante caratteristica sia rappresentata dal fatto che questi, non necessariamente sono strumenti previsivi; ad esempio si può pensare ad un sistema di trading che per quanto riguarda l’operazione singola, non dia risultati migliori di quelli ottenibili con il lancio di una moneta: 50% di probabilità di vincita e 50% di probabilità di perdita; se però il sistema fosse studiato in modo tale da produrre nel tempo perdite limitate e vincite ampie, il risultato nel medio lungo periodo risulterebbe interessante; quindi, anche se il sistema non avrebbe nessuna capacità previsiva, risulterebbe comunque profittevole. Pertanto, sposare una filosofia basata su un TS ci evita il problema di non facile soluzione, di dover prevedere l’andamento futuro dei prezzi.

sabato 9 febbraio 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - ANALISI TECNICA DEL Dow Jones I.

Il pullback verso 12800 ed il suo mancato superamento, ribadisce ancora una volta l'impostazione negativa di questo indice e conferma la visione complessiva sulla classe azioni che abbiamo più volte espresso nel corso degli ultimi mesi. Molto probabile il raggiungimento di nuovi minimi da parte del DJI; al momento il probabile target è collocabile in area 11300-10700. Solo da quei livelli è ipotizzabile una ripresa delle quotazioni o, quantomeno una loro stabilizzazione all'interno di un trading range. Pertanto anche se il mercato ha ridotto l'accelerazione ribassista la prudenza rimane d'obbligo!!!

sabato 26 gennaio 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Cosa sono i trading system?!

I trading system rappresentano l'evoluzione dell'analisi tecnica tradizionale basata sullo studio dei grafici dei prezzi delle attività finanziarie; il loro punto di forza è rappresentato dall'eliminazione della soggettività dell'analisi; il punto di partenza è rappresentato da un set di regole precise che ci dica quando comprare e quando vendere una determinata attività finanziaria. Il passo successivo è verificarne l'attendibilità in termini di risultati attraverso un cosidetto backtest; è come se si applicassero "per finta" le regole di acquisto/vendita al fine di vedere se queste sono profittevoli o meno. SDe la fase di backtest produrrà risultati soddisfacenti allora possiamo cominciare ad applicare il trading system per davvero! Questo strumento di trading è delicatissimo; infatti, non è detto che un trading system funzioni sempre! Inoltre un certo algoritmo può funzionare benissimo su un titolo ma produrre perdite di denaro su un altro titolo. Per poetrli utilizzare è indispensabile astrarsi da quello che poi succede nella realtà sui mercati finanziari e bisogna applicarli in modo oggettivo e disciplinato indipendentemente da quello che si ritiene soggettivamente possa accadere. Quindi se il trading system mi dice di acquistare il titolo Generali e magari è appena uscita una notizia che si possa ritenere negativa per l'evoluzione futura della società, devo rispettare il segnale del trading system se voglio essere coerente. Per agire in modo così distaccato è indispensabile avere alle spalle esperienza ed aver testato attentamente il trading system cercando di capirne la bontà ed i limiti operativi; il segreto di un buon trading system non è che faccia 9 operazioni vincenti su 10, ma che la somma degli utili delle operazioni vincenti superi le perdite di quelle perdenti. Ci sono una serie di parametri di cui tenere conto per poter valutare la bontà di un trading system, ma ne parleremo la prossima volta!!

sabato 19 gennaio 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Analisi tecnica dello S&P 500


Lo S&P500 ha rotto al ribasso la fatidica area 1370; la prima implicazione è che il trend in essere dal 2003 è stato invertito; la seconda conseguenza è che si apre una fase nuova e ribassista per l'indice statunitense. Il messaggio che giunge dall'analisi tecnica è un messaggio che ribadisce prudenza e sopratutto impone un cambiamento di ottica; infatti, mentre nei bull market (tipicamente il periodo 2003-2007) si comprano le debolezze, nei bear market bisogna vendere le forze. E queste regole valgono fintanto che un nuovo trend contrario non si sia innescato. Teniamo presente che l'analisi tecnica si basa in prevalenza su strumenti trend follower e che, pertanto, non consentiranno mai di acquistare sui minimi e vendere sui massimi come potrebbe fare una strategia basata su discipline contrarian (l'analisi fondamentale per esempio). Tuttavia, meglio entrare sul mercato un po più tardi, ma avere qualche certezza in più circa la possibile evoluzione futura dei mercati!!! Lo scenario che si è venuto a delineare sullo S&P 500 prevede che l'indice possa raggiungere nei prossimi mesi l'area posta intorno a 1180/1200; solo da quei livelli ha senso ricominciare ad investire con un'ottica di medio termine sull'indice americano; nei giorni scorsi avevamo visto uno scenario simile sull'indice giapponese Topix.
Effettivamente il bear market sembra accomunare i principali indici azionari mondiali; pertanto l'insegnamento che ne traiamo è: prudenza, prudenza, prudenza!!!

sabato 12 gennaio 2008

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Analisi tecnica del Topix



Abbiamo analizzato l'impostazione tecnica dell'indice azionario Topix nipponico; graficamente emergono conferme negative che depongono per una inversione del trend rialzista che aveva caratterizzato l'indice fino a a qualche settimana fa. La violazione ribassista di area 1500 depone per una prosecuzione del ribasso sino al target calcolabile tecnicamente che si trova in zona 1175-1130 in prossimità della quale, tra l'altro, transitano i livelli di retracement del 61.8% e del 66%. Anche l'indicatore del trend (MACD) conferma l'impostazione negativa del mercato azionario giapponese.

sabato 17 novembre 2007

DAL LABORATORIO DEI MERCATI FINANZIARI - Indicatori di analisi tecnica: il canale di Keltner

Il canale di Keltner, illustrato nel dettaglio dal libro "The New Commodity Trading System and Methods" di Perry Kaufman e introdotto per la prima volta dal testo "How To Make Money in Commodities" di Chester W. Keltner, è un utile indicatore che si basa sul calcolo della media mobile esponenziale. L'indicatore è stato ulteriormente sviluppato da Linda Raschke con l'impiego della media mobile del c.d. True Range (ATR) calcolata su 10 periodi.
Il canale di Keltner consiste di due bande proiettate parallelamente alla media mobile esponenziale calcolata normalmente a 20 periodi. Per il calcolo della banda superiore si calcola una media mobile a 10 periodi del True Range, il risultato viene moltiplicato per due e sommato al valore della media mobile esponenziale a 20 periodi. Per la banda inferiore il doppio dell'ATR a 10 periodi è sottratto sempre al valore della media mobile esponenziale a 20 periodi.
Il canale di Keltner viene tradizionalmente utilizzato, oltre che come indicatore di volatilità al posto dell'indicatore Bollinger Bands, anche per generare segnali di acquisto o di vendita al verificarsi del break, della rottura da parte dei prezzi (di chiusura o anche del massimo o del minimo) delle bande esterne.